Storytelling: due chiacchiere con Massimo Benedetti

Me ne hanno parlato diverse volte: “usa lo storytelling”, “vedrai la differenza!”…ma dirvi che ho ben capito di che si tratta sarebbe una bugia!
Per fortuna, mi è venuto in soccorso uno specialista, che realizza strategie di comunicazione basate proprio sulla narrazione di impresa e di prodotto utilizzando sugli strumenti web e social.
chestorie.devParlo di Massimo Benedetti, cuore pulsante del blog Macsbene.it.

Macsbene.it: di che si chiacchiera?
Una premessa doverosa sul titolo, MacsBene è l’abbreviazione/unione del mio soprannome e del mio cognome. Ai tempi dell’oratorio c’erano parecchi Massimo e quindi, quando ci firmavamo sui biglietti per i compleanni, volevo distinguermi dagli altri Max, così ho cominciato a scrivere Macs…e proprio dall’oratorio arriva la maggior parte degli spunti che mi hanno portato a capire che il mio mestiere è quello che racconto nel blog: la comunicazione, con particolare focus sullo storytelling. I primi (quasi inconsapevoli) approcci con lo storytelling li ho avuti preparando i centri estivi per i ragazzi dei Salesiani, utilizzando i messaggi per la vita quotidiana ne Il Signore degli Anelli, La Storia Infinita, Momo e in tante altre storie.
Poi arriva il mondo del lavoro e cito sempre due persone. Paolo Pugni perché durante un suo corso per commerciali ha spostato il mio modo di vedere il venditore: colui che costruisce un dialogo; e Andrea Fontana che mi ha aperto il mondo dello storytelling per le imprese: narrare una storia che intercetti un pubblico definito e lo coinvolga, prima crea reputazione, dialogo e poi fa vendere in modo efficace e duraturo.
Quindi si parla di comunicazione, storytelling e impresa…perché fare impresa è già uno storytelling davvero affascinante!

Storytelling è una parola molto usata oggi, ma in concreto di che si tratta?
Il corporate storytelling è una scienza. Con tutti i sacri crismi.
Si tratta di calare gli studi schemi narrativi propri delle favole e dei racconti all’interno dalle realtà di impresa. Molti studi hanno dimostrato quanto essi siano efficaci in termini di memorizzazione da parte dei pubblici, favorendone l’intercettazione e il loro coinvolgimento fino a condizionarne le scelte. Estremizzando è ciò che dovrebbe fare il settore marketing, il settore comunicazione e il settore commerciale di una impresa.
E’ importante però considerare che dietro a una operazione di narrazione efficace esistono dei processi che investono tutti i settori aziendali, partendo dallo staff più operativo fino ad arrivare al board di direzione.
Non esiste storytelling senza una partecipazione collettiva aziendale alla sua costruzione: narrazione interna (come l’azienda vede sé stessa) e narrazione esterna (come il pubblico vede l’azienda) devono unirsi in quella che è la storia generale (Core Story).
Sta diventando (e forse già lo è) una moda, ma non si deve confondere uno “spot emozionale” con lo storytelling di impresa, il primo potrà essere la punta dell’iceberg generato da una serie di attività analitiche e operative inserite in una strategia di comunicazione narrativa.

Perchè un’impresa piccola e magari con poche risorse dovrebbe investire sullo storytelling?
Perché la memoria di ognuno di noi è un “sistema narrativo” e cito Andrea Fontana, quando dice che senza memoria non c’è narrazione e senza narrazione non c’è memoria. Ci ricordiamo delle cose perché ci vengono raccontate, un racconto coinvolge, non passa semplicemente dei concetti. Mi rendo conto che non è più tempo di vacche grasse per la micro e media impresa, ma lancio una provocazione: meglio investire (tempo ed euro) nel chiedersi in modo approfondito “per quali obiettivi” racconto la mia impresa e “a chi” rivolgo il mio corporate storytelling, piuttosto che nella realizzazione di un sito web perché “così siamo on line”…e spesso saltando il primo passaggio si “spendono” i soldi, non si “investono”.

Un sogno nel tuo cassetto?
Ne ho parecchi, tanti da riempire addirittura armadi! Ma credo che quello più ricorrente sia di portare alla luce l’immenso tesoro delle storie di eccellenza Italiane, creare una vera e propria rete di “aziende che raccontano” in modo efficace, moderno e proficuo le loro imprese quotidiane. Vorrei andare oltre i troppi esperimenti istituzionali e fornire il mio supporto alle micro e medie imprese italiane che abbiano voglia di raccontarsi con obiettivi quali presenza on line, aumento della reputazione e il raggiungimento di rapporti commerciali duraturi.

Ultima informazione: Massimo è anche coautore del libro “Telling Stories, Buone prassi e interpretazioni di marketing narrativo” (http://www.tellingstories.it): da leggere!

Daniele Tarenzi

Daniele Tarenzi

Per lavoro mi occupo di comunicazione. Per passione mi occupo di comunicazione. Amo le persone sveglie, appassionate e "che friggono"!
Mi laureo in Lettere (perché Dante è sempre Dante!), ma faccio il Digital Communications Manager.
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