Horny Crostatina standup vol.2: la psicorecensione

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Horny Crostatina standup vol.2., un titolo che quando lo senti pensi a un mix tra Arnold di Happy Days e la colazione che hai appena mangiato e forse c’è un po’ tutto questo in questa prosa comica che abbiamo visto al Teatro Manzoni ieri sera. Ma chi è Horny? È il soprannome di Antonio Ornano, un uomo adulto che ancora si interroga sulla vita.

Sul palco non vediamo il maschio delle Instagram Stories o delle pubblicità: perfetto, adatto, performante; no, vediamo un uomo in tutte le sue fragilità nei diversi ruoli della vita. Horny è un marito e un padre che sperimenta il senso del fallimento, dell’impotenza e dell’errore. Horny, sposato con Crostatina, alle prese con le scelte quotidiane e quella necessità di soddisfare i suoi desideri più intimi, che si scontrano con tanti luoghi comuni da spogliatoio, che poi sono davvero la realtà di quelli che vivono veramente.

Due ore di spettacolo per un one man show che fa ridere di gusto. Si parla di sesso, sì se ne parla tanto, ma senza risultare volgare. Le piccole menzogne quotidiane che vogliono preservare l’uno e l’altro della coppia dalla gelosia, forse dalla profonda paura di perdere ciò che davvero conta e che, spesso, per essere quelli top del momento, che ci si dimentica. Il registro comico fa riflettere profondamente perché nella storia di Horny ci si ritrova un po’ tutti, noi uomini post-moderni. In fondo, a chi non capitato di scrivere alle 8.00 del mattino che sarà un Buon lunedì? Quella ‘finzione’ da social che ti permetti solo per essere un qualcuno di considerato. Ma c’è spazio anche per parlare anche di omosessualità, stereotipi, vacanze, ruolo di genitori, adozione e pregiudizi.

Verrebbe da dire, Horny fai l’uomo! Ossia non piangere, non lamentarti, non lasciarti turbare dalle emozioni, sii quello di successo, possiedi tua moglie. Ma la quotidianità è frutto del compromesso. In una società liquida e fluida, come direbbe Bauman, dovremmo aspettarci che qualcosa sia cambiato, prenderne atto e trovare nuovi modi di essere uomini. Ma l’errore e il fallimento, come ci insegna Antonio Ornano, non sono tollerati. Le deviazioni dalla media, come l’amico divorziato e con la nuova compagna più giovane di lui, sono viste con giudizio e quasi mai esplorate nel profondo. E poi Horny si addentra nella psicologia maschile che non vuole trovare il proprio vero talento, ma si vuole adattare a quello che la società sembra chiedergli. Perché in fondo essere felici veramente non è necessariamente essere l’amministratore delegato, ma fare l’idraulico o il panettiere, se quella è la nostra vera propensione, basterebbe riconoscersi.

Insomma, a noi questa prima nel salotto di Milano è proprio piaciuta, per i temi, per le modalità e per quel senso comune che sembra così intuitivo, ma che poi è faticoso da realizzare. Horny dà voce a quelle parti dell’uomo che esistono nel suo profondo, ma che non si ascoltano. Horny, sul palco, fa i conti con se stesso, mettendosi allo specchio e trovando il suo modo di essere, che sembra scontato, ma che non lo è affatto. Finalmente vediamo il modello di un maschio che, oggi, più di ieri, dalle emozioni vorrebbe scappare, ma che poi ricerca, elabora e che gli danno stabilità e senso. Questo volume 2 è l’affermazione dell’imperfezione maschile e quindi della vera essenza dell’uomo che trova equilibrio nell’autenticità.

E per chiudere, citiamo Fabio Volo, che apre il monologo a luci soffuse e intimistiche: Le cose non si vedono per ciò che sono ma per ciò che sei! E allora maschi, buona ricerca!

Emanuele Tomasini

Emanuele Tomasini

Vivere è comunicare e comunicare è mettere in relazione. Amo osservare come le persone si mettono in ascolto di se stesse e in contatto con il mondo per creare il proprio spazio. Sono uno psicologo. Appassionato di musica e matematica, scrivo e leggo alla ricerca di connessioni e legami.
Emanuele Tomasini

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Vivere è comunicare e comunicare è mettere in relazione. Amo osservare come le persone si mettono in ascolto di se stesse e in contatto con il mondo per creare il proprio spazio. Sono uno psicologo. Appassionato di musica e matematica, scrivo e leggo alla ricerca di connessioni e legami.